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Durazzo

 

Durazzo (Durrës in albanese) è la seconda città più grande dell’Albania, la più antica e quella con maggiore rilevanza economica. E’ collocata sulla costa albanese a 33 km a ovest della capitale Tirana. Situata in uno dei punti più stretti del Mar Adriatico, diametralmente opposta ai porti italiani di Bari (300 km di distanza) e Brindisi (200 km), è ancora un importante legame con l’Europa dell’est. La popolazione è di quasi 300.000  abitanti.
A differenza di Tirana, Durazzo è una città antica, fondata dai greci nel 627 a.C. È stata per secoli il porto più grande dell'Adriatico, oltre che il punto d'inizio della Via Egnatia che partiva verso est per raggiungere Costantinopoli ed era la prosecuzione della via Appia, che finiva a Brindisi, collegava tre mari: il Tirreno delle colonie greche, l’Adriatico degli illiri, dei greci delle periferie, dei romani ed infine il mar Nero degli Argonauti. In epoca romana la città divenne un centro assai importante e capitale dell' Epirus nova.Nel quarto secolo Dyrrachion divenne uno stato indipendente, si occupava di metallurgia, sorsero le fabbriche di ceramiche, e si specializzò nella produzione di navi, e la sua moneta circolò in tutto il mondo antico. La sua importanza e prosperità commerciale sono testimoniate anche dalla presenza di un anfiteatro e dalla commedia latina "Menecmi" di Plauto, che a Durazzo è ambientata.Il famoso oratore romano, Cicerone chiamò Durazzo una "ammirevole città", mentre il poeta Catullo la definì la "Taverna dell'Adriatico".E’ stata capitale provinciale nell’impero Romano e bizantino, possesso veneto, bulgaro, serbo, angioino e turco. Ed è il risultato di questo grande mix di culture.
Le truppe italiane che sbarcarono qui nel 1939 incontrarono una breve ma fiera resistenza e coloro che morirono per difendere la città sono oggi considerati come i primi martiri della guerra di liberazione nazionale.
Scrisse Byron : “ Fieri sono i figli d’Albania e a loro non mancano le virtù, ma il fatto che siano più mature” descrivendo questo popolo davanti agli occhi degli intellettuali europei.
 
E’ una gemma preziosa, un miracolo, la lunga convivenza di così diversi costumi nel cuore dell’Europa, tra oriente ed occidente, tra l’Islam ed il Cristianesimo, tra i bevitori di vino e i negatori dell’alcool, tra i bevitori di latte e i mangiatori di datteri.
 
Questa zona è stata per anni messa in ginocchio da povertà, vendette sanguinarie, analfabetismo e una serie infinita di piani quinquennali. Ciò nonostante l'Albania riesce ancora a unire il fascino mediterraneo con una sorta d'inefficienza d'impronta sovietica. Questo paese è un incredibile melting pot di religioni, stili, culture e paesaggi, dai musulmani agli ortodossi, dalle spiagge selvagge  alle vette di montagne rocciose e ai campi destinati alla coltivazione. I resti di una delle dittature più lunghe dell'Europa orientale convivono con gli alberi di agrumi, gli ulivi e i vigneti, spettacolari foreste ed acque limpide. Accanto ad affascinanti moschee si ergono decrepite fabbriche costruite dai cinesi e chiese ortodosse finemente decorate sorgono di fronte a palazzi della cultura in freddo stile sovietico.
Maltrattata per millenni dai grandi dei Balcani e sconvolta dalla sua particolare rivoluzione culturale maoista degli anni '60, l'Albania oggi sta cercando di conquistare la democrazia, il mondo esterno e i turisti stranieri.
 
A Durazzo ha sede l’università pubblica più nuova di tutta l’Albania, the Aleksander Moisiu University.
Ha un importante cantiere navale ed una notevole industria manifatturiera di lavorazione del cuoio, della plastica, e del tabacco.
 
La natura in Albania  è ancora incontaminata, con  montagne, parchi e spiagge bellissime e si presta perciò, sia ad un turismo montano, che ad uno marittimo. Le zone balneari della città sono una popolare destinazione per molti turisti, locali, per lo più di Tirana e stranieri, con una stima di 600,000 visite annue. La gente è cordiale e disponibile e l'ospitalità rimane ancora un fondamento della cultura albanese.
 
In Albania la situazione della sicurezza è generalmente buona, si consiglia comunque di visitarla con guide locali di provata affidabilità.
Conseguente alla recente costruzione di una moderna autostrada che collega Tirana  a Durazzo, il viaggio si è accorciato a soli 30 minuti. E’ possibile anche viaggiare in treno che arrivano e partono da Durazzo circa dieci volte al giorno.
Come in altre parti dell’Albania, sono numerosi i bunker di cemento costruiti durante la vecchia dittatura dentro e nelle vicinanze di Durazzo (700 in tutto il paese). Sulla spiaggia se ne può incontrare uno ogni 100 metri. Furono costruiti per difendere lo stato da un presunto attacco straniero sia dall’est o dai vicini paesi dell’Alleanza di Varsavia, attacco che mai avvenne.
Durazzo ha generalmente un clima mediterraneo, la temperatura in media varia da un minimo di 5° in gennaio ad un massimo di 28 in luglio ed agosto. I mesi estivi sono i più secchi con meno di 1 cm di precipitazioni, mentre il resto dell’anno si raggiungono in media i 2 cm.

DA VEDERE

La Fortezza
Fu costruita da Anastasio I dopo l'invasione dei Visigoti nel 481.
44.000 metri di mura per un’altezza di 18 metri , formavano un trapezio di cui oggi ci rimangono solo un terzo delle mura, le torri veneziane rotonde aggiunte successivamente nel XIV sec. e tre entrate. Anna Komnena, la figlia dell'Imperatore bizantino, Alexis Komnenius, scrive che le sue mura erano così spesse che quattro cavalli  potevano passeggiarci in cima affiancati.
All’interno delle mura sorgeva l’estesa e viva città medievale.
L’anfiteatro
Nelle vicinanze del porto si trova il più grande anfiteatro dei Balcani. Costruito nel II sec a.C., ha un diametro di oltre 120 mt e può contenere fino a 15,000 spettatori. Nel tardo Medio Evo venne lasciato alla decadenza. Nel X secolo, una cappella ed un cimitero vennero costruiti sopra le sue aree e gallerie. Venne riportato alla luce nel 1966, per caso, mentre un cittadino scavava nel proprio giardino. Dal 2004 è in corso una campagna di scavo rivolta a documentare tutte le trasformazioni post classiche del monumento.  Attualmente se ne sta valutando l’iscrizione all’UNESCO.
La Bella di Durazzo
Il mosaico risale al IV-III sec. a.C. ed è uno dei mosaici più antichi scoperti in Europa. Scoperto a Durazzo nel 1918, per via degli attacchi aerei quotidiani sopra la città, i quali hanno indotto la popolazione all’apertura di più rifugi, e uno di questi lo ha portato alla luce. È stato costruito con piccole pietre di ghiaia, multicolori, e collocate sopra uno strato di malta. Il mosaico viene citato per la prima volta dall’archeologo austriaco Prashniker: “L’antica Dyrrachium è uno dei luoghi più antichi di mosaici…..di grande pregio artistico finora mai conosciuto”. La Bella di Durazzo “è andata smarrita” per un periodo di 40 anni, per essere poi riscoperta dall’archeologo Vangjel Toçi. Questo mosaico ha la superficie a forma di un’ellisse (il diametro grande di 5,1 m, il piccolo di 3 m). Al suo centro resta una graziosa figura di donna (alta 1,2 m) coronata da fiori.
Le terme romane
Furono scoperte nel 1962. Costruite nel II sec. d.C. , dove oggi sorge l’edificio del teatro, hanno come sistema di riscaldamento dell’acqua l’hypocaustum, originario dell’antica Roma,  consistente nella circolazione di aria calda entro cavità poste nel pavimento e nelle pareti delle terme. Sono presenti tutti gli elementi tipici delle terme: l’apodyterium, che era la prima stanza dove ci si spogliava, il calidarium, il tepidarium e il frigidarium con rispettivamente i bagni caldi, tiepidi e freddi.
Il museo archeologico
Situato di fronte al lungomare, vicino al porto, riporta un’idea fedele dell’antica Dyrrachium, sebbene non riesca a contenere la grande mole di reperti archeologici rinvenuti negli scavi.
Interessante da visitare anche la casa della famiglia di Aleksander Moisiu, che è stata recentemente adibita anch’essa a museo.
Al lato ovest della città, sopra una collina, si erige la stupenda villa, che soleva venire usata da Re  Ahmet Zog, impiegata oggi per il ricevimento di delegazioni straniere. Si affaccia sul mare con il suo incredibile color rosa.

Monumento di difesa del porto
Appare come una scala a chiocciola o uno scherzo dell’architettura. Ma il serio guerriero che si erge in cima sulla punta, scrutando il mare e sparando verso il cielo, ricorda le vite di molti albanesi perse nel difendere il proprio paese.
 
Fathi Djami (Moschea del Conquistatore)
Fu costruita nel 1502 come omaggio al sultano Mehmet II sui resti di una chiesa bizantina. Nel 1979 fu danneggiata da un terremoto e rimase in disuso molti anni fino all’attuale ricostruzione.
Feste Locali
Da ricordare la festa di Santa Maria che si festeggia il 15 agosto. Gli abitanti di Durazzo e degli altri villaggi, cristiani e musulmani, si radunano nella chiesa di Shen Vlash, nel villaggio omonimo. Si organizzano giochi e poi si passa la notte attorno ai fuochi, oppure all’interno del monastero.
Il 20 dicembre si festeggia il Carnevale. Gruppi di cittadini manifestano lungo il corso della città vestiti con abiti multicolori e dipinti di tatuaggi. Passeggiando si balla, si canta, si ricordano riti precristiani, si gioca etc. La festa finisce bruciando un pupazzo al centro della città.
 
A Durazzo si tramanda la tradizione della lavorazione dei metalli, la lavorazione della lana (kilim) e il ricamo. Un importante posto ha la produzione della ceramica.